E’ stato un anno fortunatissimo

Non ho contratto nessuna variante di alcun tipo di virus influenzale. Anzi, nell’anno appena trascorso, fortunatamente non ho avuto alcun motivo di intralciare l’incessante lavoro dei presidi sanitari, che durante l’anno, tutti gli anni, fanno quel che possono con i pochi mezzi di cui dispongono. A dirla tutta, ho messo su qualche chilo, negli ultimi tempi; ciò dimostra che anche quest’anno non posso negare d’essermi concesso più di qualche vizio gastronomico. D’altronde la planetaria che fa bella mostra sulla madia si è già ampiamente ripagata ed il calore del forno profumato è esattamente quello che avrei desiderato per casa mia. I miei abiti da lavoro, da cerimonia e di “buona presenza” sono rimasti intonsi, ed il portafogli ringrazia. La lentezza di questi mesi mi ha consentito di comprendere meglio i rapporti interpersonali, consolidando alcune certezze, scoprendone nuove scommettendo con loro sul futuro. Le distanze fisiche, sono finite per diventare anche sociali, moltissime “social” sono rimaste tali e tutto ciò lo trovo magnifico. Se c’è una cosa che mi ha insegnato teatrominimo è: “pochi purché buoni”.

Già, teatrominimo. Se non l’avessi aperto, per poi chiuderlo dopo 5 mesi, a seguito di un anno del genere probabilmente non l’avrei mai più aperto per mancanza di energie e di soldi. Ma fondamentali sono le energie. Se fosse stato avviato da anni, invece, avrei subito delle perdite ben più gravi di una bolletta della luce ed una per internet. Se teatrominimo, fosse stato più grande (e quindi non più teatrominimo) avrei avuto dei collaboratori in cassa integrazione e per come sono fatto, non c’avrei dormito la notte.

Se cinema e teatri non avessero chiuso, non avremmo avuto la giusta contezza di come e quanto è considerata la cultura in questo paese, che dal 2000 si aspettava le macchine volanti ed invece ancora si viene additati per la novità di un monopattino, o l’arretratezza di una bicicletta, come accade a me, ancora, dopo sei anni.

Arretratezza. Ecco. Ho affinato anche le mie capacità di giocare in difesa, nella vita più di quanto facevo a calcio: terzino desto che picchia forte. D’altronde, le complicazioni quotidiane ed i mancati incassi sono stati un mal comune, dunque lo considero un “mezzo gaudio”; ed è per lo stesso principio che in quest’anno il pensiero di vicinanza è stato rivolto maggiormente alle mie conoscenze che più di me sono state colpite da lutti, da squilibri familiari o perdite incisive, ai teatri chiusi, ai cinema spenti, agli attori imbavagliati, ai tecnici al buio.

Che questo resoconto “di comodo” sia un sollievo di vicinanza ed un modo alternativo per guardare la vita sempre dal lato positivo.

Il 2020 è stato l’anno di nascita di almeno 5 meravigliosi bimbi di altrettante meravigliose coppie, che sono felice di conoscere e felice per la loro vita nuova.

E’ con quegli occhi da bimbi che dobbiamo guardare.

Mi sembrava inutile ricamare una litania recitante le aspettative per il nuovo anno, anche perché in teoria ogni nuovo anno deve essere migliore dei precedenti. E non solo il 2021 migliore, perché peggio del 2020 non si può. Non è cosi.

Il mio è stato un anno fortunatissimo.